Il marchio BuddyGrowth e la dashboard dell'applicazione su un portatile

Buddy Growth

Applicazione UX/UI case study

Overview

Ruolo
UX/UI designer
Tool
Figma
Adobe Creative Cloud

Problema

BuddyGrowth nasce per rispondere a un problema comune a molte aziende: i dipendenti hanno gli strumenti per lavorare, ma pochi spazi strutturati per costruire relazioni professionali, accedere a mentorship o ricevere feedback utile alla crescita professionale, un vuoto che pesa tanto sull’employee experience quanto sulla retention. Gli strumenti già in uso (LinkedIn, piattaforme di training) aiutano a costruire una rete, ma restano impersonali e non favoriscono connessioni autentiche all'interno della stessa azienda. Serviva una piattaforma pensata per la crescita interna, non per il networking generico.

Soluzione

Ho progettato BuddyGrowth come un hub centralizzato dove trovare un mentor, colleghi con interessi affini ed eventi di crescita in un unico posto, invece che disperso tra email e chat informali. Il cuore del prodotto sono i programmi di mentorship strutturati e percorsi di carriera più trasparenti pensati per rendere la crescita professionale meno affidata al caso, e più facile da presidiare per chi si occupa di gestione delle risorse umane in azienda.

Contesto e cliente

Cos'è Buddy Growth

BuddyGrowth è una piattaforma di mentorship e networking interno, pensata per aiutare i dipendenti di un'azienda a costruire relazioni professionali solide, trovare un mentor e ricevere feedback utile alla propria crescita. È un tema che mi interessa da vicino, e non essendoci un'azienda reale a cui appoggiarmi, ho affidato a un'AI il ruolo di un gruppo di dipendenti da intervistare: sette profili fittizi, con ruoli ed età diverse, che hanno risposto a domande pensate per far emergere pain point reali sul tema, proprio come in un processo di ricerca utente su un contesto aziendale vero.

Un gruppo di colleghi che parla in uno spazio comune dell'ufficio
Un gruppo di lavoro davanti a una parete di post-it

Obiettivi del progetto

  • Dare ai dipendenti uno spazio unico dove trovare un mentor e colleghi con interessi affini, senza passare da chat informali o presentazioni casuali.
  • Strutturare un programma di mentorship con profili chiari, disponibilità visibili e percorsi facili da attivare.
  • Rendere più trasparenti i percorsi di crescita professionale, con feedback regolare invece che sporadico.
  • Favorire eventi e workshop interni che rafforzino le connessioni tra colleghi, oltre al lavoro quotidiano.
  • Progettare un'esperienza semplice, utilizzabile fin dal primo accesso senza bisogno di formazione.

Ricerca & Insight

Ricerca di mercato

Ho affiancato alla ricerca sul campo un'analisi di report di settore su mentorship e crescita professionale, per capire quanto il problema fosse diffuso e cosa lo alimentasse davvero.

Fonti: Sun Microsystems mentoring study (via Knowledge@Wharton / Gartner) · Harvard Business Review, “Why Mentoring Programs Fail” · PushFar, Mentoring Statistics Report

72%

di retention tra i dipendenti che partecipano a un programma di mentoring, contro il 49% di chi non vi partecipa.

98%

delle aziende Fortune 500 offre un programma di mentorship, ma solo il 37% dei professionisti dichiara di trarne davvero beneficio.

67%

delle aziende che investono in mentoring riporta un aumento misurabile della produttività nei team coinvolti.

Riferimenti e competitor

MentorcliQ

Pro:
  • Programma di mentorship strutturato, pensato per le aziende
  • Funzionalità di matching avanzate tra mentor e mentee
Contro:
  • Pensato soprattutto per grandi aziende, meno accessibile per team piccoli o professionisti singoli
  • Nessun focus specifico sul networking tra pari

Together Platform

Pro:
  • Abbinamento automatico tra mentor e mentee basato sui dati
  • Dashboard per monitorare i progressi nel tempo
Contro:
  • Esperienza più formale, poco orientata a creare connessioni spontanee
  • Costo elevato per le aziende

Ten Thousand Coffees

Pro:
  • Favorisce connessioni informali tra colleghi e leader aziendali
  • Incoraggia conversazioni e scambio di esperienze
Contro:
  • Manca di percorsi strutturati per mentorship o formazione continua
  • Dipende molto dall'attivazione autonoma degli utenti per funzionare

User personas

BuddyGrowth si rivolge a chi lavora in azienda e vuole crescere professionalmente, ma non trova spazi strutturati per farlo: né un mentor a cui rivolgersi, né percorsi chiari da seguire. Dalle interviste nascono due profili utente che rappresentano i casi d'uso principali del prodotto: chi la crescita la cerca, e chi in azienda dovrebbe accompagnarla.

Ritratto di Giulia, la prima user persona

Giulia, 34 anni - project manager

Obiettivi principali

  • Costruire un piano di crescita concreto, con mentorship e passaggi chiari
  • Sviluppare nuove competenze attraverso occasioni di apprendimento reali
  • Costruire connessioni autentiche con colleghi oltre il proprio team

Frustrazioni

  • Assenza di programmi di mentorship pensati per il suo percorso
  • Difficoltà a costruire relazioni per la scarsa interazione cross-team
  • Criteri di promozione poco chiari

Come risponde al progetto

La directory colleghi e i programmi di mentorship strutturati danno a Giulia un punto d'accesso diretto a mentor e persone con interessi affini, mentre i percorsi di carriera trasparenti rispondono alla sua difficoltà a capire cosa serve davvero per crescere.

Marco, 42 anni - senior manager

Cerca un modo strutturato per affiancare le persone del suo team nella crescita, invece di lasciare la mentorship al caso o alla buona volontà del singolo manager.

Come risponde al progetto

I profili personalizzati e il calendario eventi permettono a Marco di rendersi visibile come mentor disponibile e di organizzare momenti di confronto strutturati, invece di gestirli in modo informale.

Ritratto di Marco, la seconda user persona

In questa fase ho tradotto la struttura in wireframe a bassa fedeltà, per validare il flusso prima di lavorare sull'interfaccia vera e propria. Ho definito l'onboarding, la dashboard, le sezioni Buddies e Mentorships, la messaggistica e il calendario eventi, con l'obiettivo di rendere la navigazione immediata fin dal primo accesso.

Wireframe

Tavola dei wireframe a bassa fedeltà dell'applicazione
Un gruppo di colleghi sorridenti, uno accanto all'altro

Logo

Ho disegnato la B di Buddy dando alla forma le sembianze di un fumetto di chat, per richiamare comunicazione, connessione e lo scambio spontaneo che nasce tra colleghi. Nella parte inferiore, la stessa forma accenna una G di Growth, mantenendo coerenza visiva con il resto dell'app. Il risultato racconta in un solo simbolo la missione di BuddyGrowth: far crescere le persone attraverso le relazioni, non attraverso contenuti da consumare in solitaria.

Primo passaggio della costruzione del logo
Secondo passaggio: la forma richiama un fumetto di chat
Terzo passaggio: la G di Growth nella parte inferiore
Il simbolo finale di BuddyGrowth

UI & soluzione finale

Tipografia e colori

Per l'interfaccia ho scelto Inter, un font sans-serif pulito e altamente leggibile su schermo, ideale per un prodotto in cui le persone navigano velocemente tra profili, messaggi ed eventi.

La palette combina un blu primario (colore guida per azioni e navigazione) con toni neutri per i contenuti, affiancati da quattro colori secondari (giallo, arancio, verde, viola) usati per distinguere le diverse sezioni dell'app e rendere più immediato l'orientamento tra Buddies, Mentorships ed Eventi.

Tavola del carattere Inter

Blu elettrico #1661F5

Blu navy #223344

Grigio chiaro #EBF0F1

Bianco quasi puro #FEFEFE

Design system

La tavola del design system di BuddyGrowth

Soluzione finale

BuddyGrowth è arrivato a un'interfaccia pensata per essere usabile fin dal primo accesso: un hub unico dove trovare un mentor, colleghi con interessi affini ed eventi di crescita, invece di rincorrerli tra email e chat informali.

L'architettura si regge su quattro aree chiave (Buddies, Mentorships, Messages, Events) costruite per ridurre la distanza tra il bisogno (visibilità, supporto, feedback) e l'azione concreta che lo risolve: attivare una connessione, iscriversi a un evento, aprire una conversazione.

L'onboarding guida l'utente passo dopo passo nella costruzione del proprio profilo, mentre i percorsi di carriera trasparenti rispondono a uno dei nodi più critici emersi dalla ricerca — la mancanza di feedback strutturato.

Il risultato non è un ulteriore strumento di networking generico, ma una piattaforma che prova a rendere la crescita professionale interna più intenzionale: un obiettivo che parla tanto a chi progetta l'esperienza quanto a chi, in azienda, si occupa di trattenere e far crescere le persone.

La schermata di apertura di BuddyGrowth su un portatile

Mockup

La dashboard di BuddyGrowth
La sezione Buddies
La sezione Mentorships
La messaggistica
Il calendario eventi

Riflessioni finali

BuddyGrowth è un progetto personale, quindi non ho metriche di utilizzo reali da riportare, ma il processo mi lascia due riflessioni.

La prima riguarda la ricerca: le interviste hanno fatto emergere anche difficoltà specifiche legate al genere nella crescita professionale, meno visibilità, meno modelli di ruolo, la sensazione di non essere ascoltate in team a prevalenza maschile. Ho scelto di non centrare il prodotto su quell'unico aspetto, per una soluzione utile a chiunque affronti un blocco nella crescita. Con più tempo, la vedo come iterazione successiva: un matching mentor che tenga conto anche della rappresentanza, o contenuti mirati sul bias inconscio.

La seconda è più tecnica: senza un'azienda reale alle spalle, ho validato le decisioni con interviste simulate con AI, un esercizio utile, ma che resta una convalida indicativa, non sostituisce test con persone reali.

Una persona prende appunti accanto a un portatile

Hai un ruolo, un team o un progetto che potrebbe essere l'inizio di qualcosa di bello? Non vedo l'ora di parlarne!